MEDICINA CHIROPRATICA

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DEFINIZIONE – La medicina chiropratica è una professione sanitaria riferita allo studio, alla diagnosi, alla cura e alla prevenzione dei disturbi neuromuscoloscheletrici e dei loro effetti sullo stato generale di salute delle persone e degli animali vertebrati.[1]

ESERCIZIO – E’ esercitata da chiropratici laureati e abilitati. E’ praticata in tutto il mondo ed è normata in una quarantina di giurisdizioni nazionali.[2]  In Italia è legalmente riconosciuta quale professione sanitaria di grado primario[3]  ossia di libero accesso da parte dei pazienti ed è esercitata in via esclusiva da dottori in chiropratica.

DIAGNOSI – Sono oltre duecentocinquanta le diagnosi di pertinenza chiropratica[4] e oltre cento le metodiche terapeutiche o preventive a disposizione dei chiropratici[5] tra le quali una quindicina sono di uso prevalente.[6]  La principale diagnosi chiropratica è di sublussazione, ossia di lesione articolare o segmentaria con alterazione dell’allineamento, dell’integrità cinetica e della funzione fisiologica, anche se integro rimane il contatto fra le superfici articolari.[7] La chiropratica ha elaborato un importante modello teorico, il complesso della sublussazione, consistente nella rappresentazione delle disfunzioni di un segmento motorio e delle interazioni patologiche dei tessuti nervosi, muscolari, legamentosi, vascolari e connettivi.[8]  Ha prodotto inoltre importanti scoperte scientifiche[9] relative, ad esempio, all’anatomia della articolazione sacroiliaca[10], delle faccette articolari vertebrali[11], del forame intervertebrale[12], del legamento nucale[13].

TERAPIE – L’atto terapeutico prevalente, compiuto dai chiropratici e presente in molte metodiche della professione, è la correzione, detta anche aggiustamento, consistente nell’applicazione coordinata di forze, leve, direzioni, ampiezze e velocità su specifiche articolazioni e sui tessuti adiacenti allo scopo di condizionare la funzionalità articolare e neurofisiologica.[14] La manipolazione vertebrale e articolare, principale terapia chiropratica, implica l’uso delle mani o di strumenti che – quasi sempre in modo delicato e indolore – operano lo spostamento passivo e forzato del segmento motorio o dell’articolazione entro il limite della escursione parafisiologica.[15]

CONTROINDICAZIONI – Le manipolazioni vertebrali chiropratiche sono generalmente controindicate in caso di ipoplasia del dente dell’epistrofeo, instabilità dell’osso odontoide, frattura acuta, tumore del midollo spinale, osteomielite, discite settica, tubercolosi della colonna, tumore delle meningi, ematoma midollare o intracanalicolare, tumore maligno a carico della colonna, ernia franca del disco con progressivo deficit neurologico, invaginazione basale del rachide cervicale superiore, malformazione di Arnold-Chiari del tratto cervicale superiore, dislocazione di vertebra, cisti ossea aneurismatica, tumore a cellule giganti, osteoblastoma o osteoma osteoide, malattia neoplastica muscolare o dei tessuti molli, siringomielia, idrocefalo, diastematomielia, sindrome della cauda equina, ipermobilità congenita, positività ai segni di Kernig o di Lhermitte, artefatti di fissaggio o di stabilizzazione.[16] In tutti gli altri casi le manipolazioni e le correzioni chiropratiche sono generalmente indicate e sicure.[17] Reazioni avverse o complicanze connesse a manovre chiropratiche sono estremamente rare.[18]

INDICAZIONI – La chiropratica risulta particolarmente efficace in caso di emicrania, cefalea, vertigine, ipertensione, alcuni disturbi visivi e uditivi, otite media infantile, sinusite, altri disturbi dell’apparato respiratorio, disfunzione della articolazione temporomandibolare, sindrome cervicogena, sindrome cervicobrachiale, torcicollo, colpo di frusta cervicodorsolombosacrale, tendinosi della cuffia rotatoria, epicondilite, epitrocleite, sindrome del tunnel carpale, tunnel di Guyon, ernia jatale, gastrite, altri disturbi gastrointestinali e dell’apparato genitourinario, sacroileosi, coccigodinie, cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, lombosciatalgie, cruralgie, protrusioni ed ernie discali, radiculopatie, distorsione del rachide, sublussazione vertebrale, stenosi del canale con o senza claudicatio, sindrome del piriforme, sindrome delle faccette posteriori, osteoartrosi, spondilosi, rizoartrosi, coxartrosi, gonartrosi, conflitti rotuleofemorotibilali, sindrome della zampa d’oca, sindrome della banda ileotibiale, meralgia parestetica, stiramento di legamenti del ginocchio, meniscopatie, sindrome del tag meniscale,  condropatie del ginocchio, distorsione della caviglia, sindrome del tunnel tarsale, fascite plantare. La chiropratica si occupa con successo anche di disturbi non neuromuscoloscheletrici riferiti agli apparati sensoriale, respiratorio, cardiocircolatorio, gastroenterico e genitourinario.[19]  Alcuni chiropratici, particolarmente orientati alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute in senso generale, applicano anche metodiche di benessere psicofisico.[20]

MOTIVAZIONI – I pazienti che si sottopongono a trattamenti chiropratici lo fanno in maggioranza perché soffrono di escursioni articolari ridotte o bloccate e di algie neuromuscoloscheletriche.[21] Vari studi hanno provato l’efficacia delle cure chiropratiche in casi di ridotta funzionalità articolare, cervico-dorsolombosacralgie e algie agli arti.[22]

VALUTAZIONI – Diversi Paesi[23] hanno promosso, all’interno dei loro sistemi sanitari, studi di valutazione della professione chiropratica, i quali concordano nel ritenere la chiropratica una medicina manuale economica, efficace, sicura e da preferire nel trattamento di molte patologie.[24]

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IL CHIROPRATICO  –  Il dr. Lawrence Gene Lee è medico chiropratico californiano di San Francisco dove è nato ed ha esercitato la professione prima di trasferirsi in Italia. Proviene da una famiglia di medici. Ha ottenuto la laurea con lode in chiropratica nel 1990 presso il californiano Life Chiropractic College West di Hayward, facoltà universitaria riconosciuta a livello mondiale per l’eccellenza nella formazione chiropratica. Appena laureato il dr. Lee ha ottenuto l’ abilitazione Federale e quella di Stato e si è iscritto all’Albo dei Medici Chiropratici della California. E’ stato Assistente presso il North Gate Chiropractic Office di San Rafael e Aiuto primario presso il Pronto soccorso ortopedico dell’Alameda County day Hospital di Oakland, dove ha maturato una particolare esperienza in radiodiagnostica e chiropratica d’urgenza. Dal 1993 è iscritto all’Associazione Italiana Chiropratici ed esercita la professione a Torino applicando le più importanti tecniche chiropratiche, che adatta ad ogni singolo paziente. Esperto in diagnosi e cura di alterazioni strutturali e funzionali del sistema neuromuscoloscheletrico, il dr. Lee ha trattato migliaia di pazienti affetti da cefalea, dolore e limitazione motoria temporomandibolare o delle articolazioni spalla-gomito-polso-anca ginocchio-caviglia, torcicollo, colpo di frusta, artrosi cervicodorsolombosacrale, scoliosi, lombosciatalgia, sacroileosi e molte altre patologie neuromuscoloscheletriche. Si dedica in particolare al trattamento di protrusioni ed ernie discali, che cura e risolve manualmente attraverso la Cox Flexion Distraction.

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Bibliografia minima:

Scott Haldeman, Principles and Practices of Chiropractic,

Journal of Manipulative and Physical Therapeutics

Spine Journal

Journal of Chiropractic Medicine

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Note:  

[1] cfr. WHO guidelines on basic training and safety in chiropractic, WHO Press, Genève 2005 in edizione italiana Linee guida OMS su formazione di base e sicurezza in chiropratica, Regione Lombardia, Milano 2007, p.12

[2] ibidem p.9

[3] cfr. L.24.12.2007 n.244 art.2 comma 355

[4] cfr. Diagnosis codes in http://www.chiro.org/links/dx.shtml

[5] cfr. Chiropractic technique list in http://www.chirobase.org/06DD/techniquelist.html

[6] cfr. La classifica operata nel 2003 da NBCE secondo cui ai pazienti sono applicate più frequentemente le seguenti tecniche: Diversified, Correzione distale, Thompson, Gonstead, Activator, Cox flexion-distraction, SOT, NIMMO, Applied kinesiology, Craniale, HIO, Logan Basic, Pierce-Stillwagon, Meric e altre a seguire

[7] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.13

[8] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.13

[9] cfr. David A.Chapman-Smith, The chiropractic profession, NCMIC, West Des Moines, Iowa-USA 2000 in edizione italiana La professione chiropratica, Castello editore, Milano 2004, p.5

[10] cfr. Cassidy JD, Bowen V, Macroscopic and microscopic anatomy of the sacroliac joint from embryonic life until the eighth decade, Spine 1981, 6, 620-8

[11] cfr. Giles LGF, Lumbo-sacral and cervical zygapophyseal joint inclusion, Man Med 1986, 2, 89-92

[12] cfr.Cramer GD, Hove G e altri, Morphometric comparison of computed tomography to magnetic resonance imaging in the evaluation of the lumbar intervertebral foramin, Clin Anatomy 1984, 7, 173-80

[13] cfr. Mitchell BS, Humphreys BK e Sullivan E, Attachements of the ligamentum nuche to cervical posterior spinal Dura and the lateral part of the occipital bone, J Manip Phisyol Ther 1998, 21, 145-8

[14] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.12

[15] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.26

[16] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.27

[17] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.26

[18] cfr. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.30

[19] cfr. op.cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p.70

[20] è il caso della tecnica NTA (Network Spinal Analysis) ideata dal chiropratico Donald M. Epstein

[21] cfr. op.cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p.70

[22] cfr. op.cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p.117

[23] ad es. USA, Canada, Gran Bretagna, Svezia, Australia, Nuova Zelanda

[24] cfr. tra gli altri Manga P Angus D, The Effectiveness and Cost Effectiveness of Chiropractic Management of Low Back Pain, Ministero della Salute dell’Ontario, Ottawa 1993; Meade TW Dyer S e altri, Low Back Pain of Mechanical Origin:Randomized Comparison of Chiropractic and Hospital Outpatient Treatment, British Medical Journal, n.6737 giugno 1990, pp.1434-1437; AA. VV. A Meta-Analysis of Clinical Trias of Spinal Manipulation,JMPT,n.3/1992 pp. 181-194; Stano Miron, A Comparison of Health Care Costs for Chiropractic and Medical Patients,JMPT, n.5/1993 pp.291-299

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